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Come combattere il dolore cronico alla schiena?

24 Novembre 2017 by Tommaso Giacco0
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Le mobilizzazioni e le manipolazioni sono largamente utilizzate per migliorare la sintomatologia dei pazienti con dolore cronico alla schiena. Rimangono tuttavia domande sulla loro efficacia, sul dosaggio, la sicurezza e come tali approcci sono così largamente utilizzati.

Scopo: Questo studio ha come scopo il determinare l’efficacia e la sicurezza di varie manovre di mobilizzazione e manipolazione per il trattamento del dolore cronico al rachide.

La prevalenza di dolore alla schiena nella popolazione degli Stati Uniti è stimata nell’84%.

La prevalenza di dolore CRONICO alla schiena raggiungerebbe il 23%, causando disabilità nell’11-12% della popolazione. Una recente revisione della letteratura che prende in esame il dolore alla schiena idiopatico (senza cause apparenti), ha rilevato che nei primi 3 mesi il 33% dei pazienti mostra un recupero, ma dopo 1 anno dalla fase acuta il 65% riporta dolore.

A causa dei rischi potenziali o apparenti associati, l’approccio non farmacologico sta diventando popolare. Studi degli ultimi anni hanno esplorato le evidenze del trattamento del dolore cronico alla schiena, tra cui: manipolazioni spinali, educazione posturale al paziente, esercizio terapeutico, stimolazioni nervose transcutanee, laser terapia, yoga. Le modalità manuali come la fisioterapia, l’osteopatia, incluse manipolazioni e mobilizzazioni del rachide, sono spesso utilizzate insieme o da sole per trattare il dolore idiopatico cronico al rachide. Recenti studi suggeriscono, inoltre, che le manipolazioni e mobilizzazioni del rachide sono valide opzioni per il trattamento del dolore. L’efficace di tali trattamenti dipende da vari fattori come durata dei sintomi, come il trattamento è portato avanti, gli obiettivi riportati. I trattamento manuali risultano comunque più efficaci rispetto ad altre terapie.

METODI

Criteri di inclusione: popolazione con dolore al rachide di origine idiopatica; intervento che prevedeva il coinvolgimento di un fisioterapista che praticava manipolazioni e/o mobilizzazioni del rachide; trattamento comparato a trattamento placebo/no trattamento/fisioterapia/terapia fisica;

età > 18 aa; utilizzo di una scala di valutazione del dolore come la VAS.

RISULTATI

L’età media dei partecipanti allo studio si aggirava intorno ai 42 anni (29-59 aa), con maggiore incidenza nelle femmine rispetto ai maschi.

La maggior parte degli interventi combinati con trust (manipolazioni)/non trust, consisteva in esercizi. Erano poi inclusi anche stretching, massaggi, educazione terapeutica, laser terapia.

Sono stati evidenziati riduzione del dolore e della disabilità nella maggior parte degli studi utilizzando metodica trust/non trust rispetto ad una semplice attività fisica.

DISCUSSIONE

Le mobilizzazioni e le manipolazioni sono apparse metodiche sicure. Una piccola percentuale di studi sembra dimostrare una maggiore efficace delle manipolazioni per i pazienti con dolore cronico al rachide, con una durata del dolore di 3 mesi o più. Questo effetto sembra aumentare a 3 e 6 mesi di follow up nella riduzione del dolore rispetto ad altre attività. Le manipolazioni sembrano anche ridurre la disabilità.

Se parliamo invece di dolore con durata maggiore o uguale a 12 mesi, non ci sono evidenze sulle terapie più efficaci. Le evidenze a supporto delle mobilizzazioni non sembrano forti come quelle a supporto delle manipolazioni nel dolore cronico di schiena. Le mobilizzazioni non sembrano avere maggiore efficacia rispetto ad altre attività fisiche.

Le linee guida EUROPEE raccomandano manipolazioni e mobilizzazioni per pazienti che soffrono di dolore cronico alla schiena. Nonostante questo le raccomandazioni che riguardano la terapia manuale continuano a mostrare variazioni a seconda dello stato o della regione.

Questa revisione conclude che le evidenze scientifiche sono influenzate dall’eterogeneità della popolazione in esame e dall’intervento effettuato, dagli obiettivi a lungo termine.

CONCLUSIONI

E’ stata riportata una moderata evidenza che la manipolazione (es. il trust) può produrre una piccola/moderata riduzione del dolore comparato con altre attività ed esercizi. I trust sembrano inoltre ridurre la disabilità rispetto ad altri interventi. C’è inoltre una moderata evidenza che le mobilizzazioni (non trust) abbiano minimi effetti comparati ad altre attività fisiche in termini di riduzione dell’intensità del dolore e delle disabilità.

Programmi multimodali sembrano essere valide opzioni di trattamento.

Fonte:

Manipulation and mobilization for treating chronic low back pain: a systematic review and meta-analysis

Ian D. Coulter, PhDa,b,c,*, Cindy Crawford, BAa, Eric L. Hurwitz, DC, PhDa,d, Howard Vernon, DC, PhDa,e, Raheleh Khorsan, PhDf, Marika Suttorp Booth, Msa, Patricia M. Herman, ND, PhDa aRAND Corporation, 1776 Main St, Santa Monica, CA 90407-2138, USA bUCLA School of Dentistry, Box 951668, Los Angeles, CA 90095-1668, USA

cSouthern California University of Health Sciences, 16200 Amber Valley Dr, Whittier, CA 90604, USA dOffice of Public Health Studies, University of Hawai‘i, Ma¯noa, 1960 East-West Rd, Biomed D104AA, Honolulu, HI 96822, USA

eDivision of Research, Canadian Memorial Chiropractic College, 6100 Leslie St, Toronto, ON, Canada M2H 3J1

fUCI Department of Urban Planning and Public Policy, 300 Social Ecology I, Irvine, CA 92697-7075, USA


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