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FisioPro Correggio https://fisioprocorreggio.it/ Riabilitazione Ortopedica e Sportiva Fri, 29 Sep 2023 15:19:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.1.10 https://fisioprocorreggio.it/wp-content/uploads/2022/07/cropped-Logo__FisiolPro_firma_trasparenza-32x32.png FisioPro Correggio https://fisioprocorreggio.it/ 32 32 Pubalgia: cause, sintomi e cura https://fisioprocorreggio.it/pubalgia/pubalgia-cause-sintomi-e-cura/ https://fisioprocorreggio.it/pubalgia/pubalgia-cause-sintomi-e-cura/#respond Tue, 22 Oct 2019 08:49:28 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2644 Se stai leggendo questo articolo, probabilmente tu, o qualche tuo amico ha saputo di soffrire di pubalgia. Se vuoi capire quali sono i fattori che scatenano questa problematica, quali sono i sintomi di una persona che soffre di pubalgia, ma soprattutto quali sono le cure più adatte che possono permetterti di ritornare senza problemi all’attività […]

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Se stai leggendo questo articolo, probabilmente tu, o qualche tuo amico ha saputo di soffrire di pubalgia. Se vuoi capire quali sono i fattori che scatenano questa problematica, quali sono i sintomi di una persona che soffre di pubalgia, ma soprattutto quali sono le cure più adatte che possono permetterti di ritornare senza problemi all’attività sportiva, ti basterà proseguire nella lettura di questo articolo che vuole essere una guida semplice, pratica e comprensibile anche a chi non è del settore riabilitativo.

Pubalgia: quali sono le cause?

La pubalgia è un sintomo comune negli atleti, in particolare in quelli che svolgono sport in cui si deve calciare un pallone ed in cui si richiede continui cambi di direzione e velocità. La casistica sportiva nella letteratura internazionale riporta un’incidenza media nei vari sport dal 5 al 15% di tutti gli infortuni.

Gli sport più a rischio sono:

  • calcio
  • tennis
  • rugby

a causa del tipo di gesto atletico sport specifico e ai carichi di lavoro intensi che provocano scompensi a carico del bacino.

Molto spesso, la debolezza dei muscoli adduttori e dei flessori di coscia, predispone allo sviluppo della pubalgia, soprattutto quando l’incremento del carico di lavoro in allenamento NON è stato graduale. Questo porta allo sviluppo di una “tendinopatia reattiva” a carico dei tendini degli adduttori con dolore limitante. La pubalgia, può quindi essere considerata una PATOLOGIA DA SOVRACCARICO.

Quali sono i sintomi?

I sintomi comuni di chi soffre di pubalgia, sono:

  • dolore nella zona inguinale
  • dolore presente soprattutto a “freddo” che migliora con il riscaldamento ma peggiora a fine attività
  • dolore maggiore il giorno dopo un’attività intensa
  • dolore soprattutto nel cambio di direzione verso il lato opposto al lato del dolore

I sintomi peggiorano con il passare del tempo, se l’atleta non viene curato in modo corretto. Molto spesso nei soggetti che soffrono di pubalgia da più di 3 mesi, all’esame ecografico, si possono notare delle alterazioni della struttura del tendine che è andato in una fase che può essere definita di “mancata riparazione”, con la degenerazione di alcune fibre del tendine stesso.

NIENTE PAURA!!!

Anche in tal caso è possibile curarla, solo ci vorrà un pò di tempo in più al fine di ripristinare la normale morfologia del tendine e rieducarlo in modo corretto allo sforzo richiesto. E’ in questa fase che è consigliabile rivolgersi ad un fisioterapista esperto per la corretta gestione del carico, prerequisito FONDAMENTALE per la guarigione.

Pubalgia: come si cura?

Ora che hai capito quali sono i fattori predisponenti, le cause e i sintomi, passiamo a comprendere la parte che probabilmente ti interessa di più!

Come si cura in MODO CORRETTO la pubalgia?

Facciamo chiarezza innanzitutto su come NON si cura questo disturbo!

Le terapie strumentali come Tecar, Laser, Ultrasuoni e Magnetoterapia, si sono dimostrate INEFFICACI e NON aggiungono alcun beneficio in termini di tempo e di miglioramento dei sintomi nei soggetti che soffrono di pubalgia. Esse rappresentano piuttosto un gran spreco di soldi e se non viene eseguito il trattamento fisioterapico corretto, il rischio è di sviluppare quella “tendinopatia in mancata riparazione” di cui parlavamo qualche riga più in alto.

Le infiltrazioni di cortisone spesso sono inefficaci se non dannose, in quanto mascherando il dolore a causa dell’effetto del farmaco, fanno in modo che l’atleta non si accorga di quali sono le attività provocative e dannose per il tendine. Così facendo, finito l’effetto antidolorifico del farmaco, il dolore si ripresenta in maniera ancor più accentuata.

La cura corretta è rappresentata dalla combinazione di:

  • Terapia Manuale al fine di eliminare le tensioni sui muscoli adduttori
  • Gestione dei carichi di lavoro e modifica delle attività provocative in base al tipo di attività svolta
  • Esercizio terapeutico di potenziamento specifico secondo determinate e strutturate regole da seguire nella maniera più precisa possibile, come indicato dal fisioterapista esperto in riabilitazione sportiva.
  • Reintroduzione graduale all’attività sportiva e al gesto sport-specifico in campo, in collaborazione con il proprio allenatore/preparatore atletico.

 

Avrai compreso che questo disturbo è curabile, ma necessita di una grande esperienza in ambito fisioterapico. Presso la nostra struttura FisioPro di Correggio (clicca qui per accedere al sito web), potrai richiedere una valutazione del tuo problema e impostare insieme al tuo fisioterapista di riferimento il programma terapeutico più adatto e specifico a te.

  • Clicca qui per prenotare online a Correggio oppure chiama al 3208354491

 

INDIRIZZO:

  • FisioPro Correggio, Via Carletti 2/a – Correggio (RE)

 

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Distorsione di caviglia: qual è la migliore cura? https://fisioprocorreggio.it/blog/salute/piede/distorsione-di-caviglia-qual-e-la-migliore-cura/ https://fisioprocorreggio.it/blog/salute/piede/distorsione-di-caviglia-qual-e-la-migliore-cura/#comments Sun, 20 Oct 2019 17:42:44 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2640 Distorsione di caviglia: quali sono i sintomi e come curarla. Se sei capitato su questo blog, scritto da fisioterapisti esperti che lavorano nella città di Correggio (RE), presso il centro fisioterapico FisioPro Correggio, in via Carletti 2/A, probabilmente avrai subito una brutta distorsione di caviglia. Puoi continuare a leggere questo articolo, in cui analizzeremo insieme […]

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Distorsione di caviglia: quali sono i sintomi e come curarla.

Se sei capitato su questo blog, scritto da fisioterapisti esperti che lavorano nella città di Correggio (RE), presso il centro fisioterapico FisioPro Correggio, in via Carletti 2/A, probabilmente avrai subito una brutta distorsione di caviglia.

Puoi continuare a leggere questo articolo, in cui analizzeremo insieme come e perché avviene una distorsione di caviglia, quali sono i sintomi dopo il trauma, come agire nell’immediato e come curarla in modo efficace, per prevenire il rischio di una nuova distorsione, soprattutto se pratichi sport.

Meccanismo traumatico di una distorsione di caviglia

Il meccanismo traumatico più comune che si verifica in caso di una distorsione di caviglia, è il piede che cede verso l’interno, spesso mentre si atterra da un salto o durante un cambio di direzione. Alcune volte, più raramente, si può verificare anche semplicemente camminando su un terreno disconnesso o facendo una corsa lineare.

Sintomi di una distorsione appena dopo il trauma

Subito dopo il trauma, di solito si prova dolore, spesso nella parte esterna del piede, sotto al malleolo esterno (l’osso appuntito che puoi palpare sulla parte esterna della caviglia). Tale dolore, è dovuto allo stiramento di un legamento, chiamato peroneo-astragalico anteriore, durante il trauma, per un eccessivo allungamento dello stesso.

Spesso la persona, subito dopo il trauma non riesce a camminare e la caviglia si gonfia e alcune volte è possibile notare un edema, tipo livido, di colore violaceo, che indica la rottura di qualche vaso sanguigno.

Il consiglio è, nei momenti immediatamente successivi al trauma, di non appoggiare il piede, tenerlo fasciato e se possibile compresso, metterci del ghiaccio e tenerlo in elevazione (possibilmente il piede deve essere posizionato più in alto rispetto alla posizione del cuore) per favorire il drenaggio dei liquidi infiammatori.

Se ti fai male in campo o in un luogo pubblico sai di aver diritto ad un risarcimento?

Se si sta svolgendo un’attività sportiva, o ci si trova in un luogo pubblico, il consiglio è di recarsi al pronto soccorso, per escludere eventuali fratture tramite RX, ma soprattutto per motivi assicurativi. In tal caso devi sapere che sei obbligatoriamente coperto da un’assicurazione, e per questo bisogna assicurarsi che nel referto del pronto soccorso ci sia indicato che il trauma è avvenuto sul campo da gioco o nel luogo pubblico in cui ti sei fatto male. In questo modo avrai diritto al risarcimento di tutte le spese relative al trauma, compreso la fisioterapia e la riabilitazione. Nel caso avessi qualche dubbio in merito, puoi chiedere direttamente ad uno dei nostri fisioterapisti chiamando al numero 3515006212 (se non dovessimo riuscire a rispondere, perché stiamo effettuando qualche visita, ti richiameremo appena possibile).

Sintomi di una distorsione di caviglia nei giorni successivi al trauma

Nei giorni successivi al trauma, i sintomi principali saranno il gonfiore, il dolore, ma soprattutto la limitazione del normale movimento della caviglia. Quest’ultimo è la causa principale del dolore e non ti permette di camminare in modo corretto senza zoppicare. Questo è il momento più opportuno per rivolgersi ad un fisioterapista esperto in Terapia Manuale, che in una seduta di circa 30 minuti, con le adeguate tecniche manuali, potrà ripristinare il normale movimento della caviglia e ti permetterà di camminare senza l’utilizzo delle stampelle.

RICORDA CHE, TRANNE NEI CASI IN CUI SIA PRESENTE UNA FRATTURA, LA CAVIGLIA VA IMMOBILIZZATA IL MENO POSSIBILE

Riabilitazione in seguito ad una distorsione di caviglia

Come già accennato, la riabilitazione post distorsione di caviglia, in assenza di fratture, può essere iniziata già un paio di giorni dopo il trauma. La fisioterapia più adatta si costa di diverse fasi che sono:

  • recupero dell’articolarità tramite terapia manuale (di solito basta 1 seduta, in  qualche caso 2 sedute)
  • risoluzione della contrattura muscolare dei muscoli peronei (quelli esterni alla gamba, che si collegano ai tendini che passano dietro al malleolo che ti fa tanto male)
  • introduzione di esercizi terapeutici specifici di rinforzo in scarico
  • introduzione di esercizi terapeutici in carico (in piedi) di rinforzo della caviglia
  • recupero propriocettivo della caviglia (la capacità di reagire ai disturbi ambientali, come ad esempio un terreno disconnesso)
  • recupero del gesto funzionale o sport-specifico in base al tipo di attività praticata

RICORDA CHE TERAPIE STRUMENTALI COME TECAR, LASER, ULTRASUONI, MAGNETOTERAPIA, ECC. NON AGGIUNGONO NESSUN VANTAGGIO DAL PUNTO DI VISTA RIABILITATIVO RISPETTO A QUELLO CHE HAI LETTO IN QUESTO ARTICOLO. ANZI RAPPRESENTANO ESCLUSIVAMENTE UN COSTO INUTILE OLTRE A RALLENTARE IL RIENTRO IN CAMPO!!!

Puoi contattarci per una valutazione al numero 3208354491 o prenotare online la tua visita cliccando qui

Siamo in Via Carletti 2/A, Correggio (RE)

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Mal di Schiena – come gestirlo? https://fisioprocorreggio.it/schiena/come-puoi-gestire-il-tuo-mal-di-schiena/ https://fisioprocorreggio.it/schiena/come-puoi-gestire-il-tuo-mal-di-schiena/#respond Tue, 01 Oct 2019 08:00:47 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2078 Il mal di schiena è certamente la patologia di cui soffre la maggior parte delle persone. Oggi i principali trattamenti come la chirurgia, antidolorifici e le iniezioni di cortisone sono spesso inutili se non addirittura dannose. Le ricerche, attualmente, sono sempre più a supporto di una serie di programmi di esercizi terapeutici, educazione del paziente e […]

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Il mal di schiena è certamente la patologia di cui soffre la maggior parte delle persone. Oggi i principali trattamenti come la chirurgia, antidolorifici e le iniezioni di cortisone sono spesso inutili se non addirittura dannose.

Le ricerche, attualmente, sono sempre più a supporto di una serie di programmi di esercizi terapeutici, educazione del paziente e terapie alternative, come massaggio e yoga, come trattamento di prima scelta per alleviare il mal di schiena.

COME SI PUO’ AIUTARE CHI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA?

Se hai un problema persistente di mal di schiena, puoi rivolgerti ad un fisioterapista esperto, o al tuo medico, per escludere cause serie. Resta attivo e fatti seguire poi da un professionista che, con programmi specifici di forza, attività aerobica ed altre approcci terapeutici, saprà gestire il tuo caso in maniera specifica, una volta individuata la causa.

Spesso la sanità pubblica non possiede strumenti effettivamente utili a curare il mal di schiena in modo davvero efficace, oltre ad avere lunghe liste d’attesa.

L’ultraspecializzazione in Terapia Manuale ed esercizio terapeutico (purtroppo ad oggi solo di pochi professionisti, in particolare nella nostra zona) si sono dimostrati realmente efficaci nel combattere il mal di schiena, sia di recente insorgenza, sia di vecchia data. SPesso bastano davvero poche sedute mirate.

I medici parlano del dolore alla schiena in diversi modi, ma la tipologia di mal di schiena più comunemente utilizzata è quella della “lombalgia aspecifica”. Questo termine sta ad indicare un dolore non causato da patologie gravi, quali tumori, ernie, infezioni o sindrome della cauda equina.

LEGGI QUESTO ARTICOLO E FAI CHIAREZZA ORA SUL TUO MAL DI SCHIENA

Circa il 90% delle volte siano di fronte ad una lombalgia acuta, di breve durata che migliora entro pochi giorni senza fatica. Una minoranza di pazienti, tuttavia, continua a lamentare dolore alla schiena fino a 12 settimane (forma sub acuta) o addirittura fino a più settimane ( forma cronica).

COSA SAPPIAMO OGGI QUINDI?

Che il trattamento di una lombalgia cronica aspecifica è mal trattata nella comunità medica. Molti dei trattamenti più popolari offerti dai medici, come il riposo a letto, la chirurgia spinale, anti infiammatori oppioidi ed iniezioni cortisoniche, si sono dimostrati inefficaci nella maggior parte dei casi, talvolta addirittura dannose.

PENSI CHE UNA POSTURA SBAGLIATA POSSA ESSERE CAUSA DEL TUO DOLORE?

Storicamente la comunità medica pensava che il dolore a livello lombare fosse correlato alla natura ed alla severità di una lesione o a problematiche anatomiche. Ma oggi è chiaro che non è così!

Spesso infatti, il dolore lombare è correlato anche a problematiche di tipo psicologico (stress, problemi familiari, problemi a livello lavorativo, ecc…) e ad una scarsa attività fisica. Per tale motivo, è fondamentale in ambito fisioterapico, tenere conto di questi fattori e gestirli in maniera efficace, per eliminare il mal di schiena.

E LA RISONANZA MAGNETICA?

E’ stato dimostrato da molteplici studi scientifici, che per le problematiche di schiena, spesso non c’è una correlazione tra quello che si trova nell’esame e i sintomi del paziente. Non è difficile trovarsi di fronte ad una risonanza che mostra un’ernia a destra, ma il paziente lamenta dolore a sinistra. Inoltre, l’esperienza del dolore è del tutto soggettiva, infatti, a parità di patologia, la percezione del dolore può essere completamente diversa, e questo influenza anche il tempo di guarigione del paziente.

Persone che soffro di stress, di ansia o che hanno una storia di un evento traumatico nella loro vita, o semplicemente una scarsa soddisfazione in ambito lavorativo, sono più portate a cadere in uno stato di depressione o quantomeno di tristezza che aumenta la percezione del dolore.

Per tale motivo è importante trovare un fisioterapista esperto, che lavori non solo dal punto di vista manuale, ma anche dal punto di vista comunicativo, in modo da eliminare le convinzioni negative ed errate del paziente, ristrutturandolo con le convinzioni corrette, per adottare uno stile di vita tale da eliminare definitivamente il mal di schiena.

IL MOVIMENTO E’ LA MIGLIORE COSA CHE TU POSSA FARE PER IL TUO MAL DI SCHIENA

Quando il mal di schiena colpisce, il primo istinto potrebbe essere quello di abolire ogni forma di attività fisica e ritirarsi sul divano per far svanire il dolore.

SBAGLIATO!!!

Ricorda che: più ti muovi e meglio stai!

Stare fermi può compromettere e rallentare il recupero, oltre ad aumentare il rischio di un nuovo episodio di mal di schiena.

Bisogna muoversi in modo corretto. Il fisioterapista gestirà il tuo carico di lavoro e di attività in base al tipo di dolore e a quanto esso è forte. In modo graduale, fino a farti raggiungere la completa autonomia.

L’esercizio terapeutico è utile per una serie di ragioni:

  • incrementa la forza muscolare, la quale può supportare meglio la colonna
  • migliora la flessibilità e l’escursione articolare, la quale può aiutare a migliorare i movimenti funzionali favorendo una migliore qualità della vita
  • aumenta il flusso sanguigno ai muscoli, il che promuove la guarigione dei tessuti riducendo la rigidità.

Queste sono solo poche ragioni per cui vale la pena intraprendere un programma di esercizi attivi per il tuo mal di schiena.

TUTTE LE TERAPIE PASSIVA (TECAR, LASER, ULTRASUONI, MAGNETOTERAPIA, ECC)

NON SONO EFFICACI, OLTRE AD ESSERE DISPENDIOSE!!!

  • L’esercizio aerobico effettuato per 20 minuti al 70% del massimo consumo di ossigeno  (VO2Max) riduce la percezione di dolore per più di 30 minuti nei pazienti con mal di schiena cronico.
  • Migliorare la flessibilità a livello lombare e a livello dei muscoli posteriori delle cosce, può ridurre in maniera significativa il dolore lombare ( dal 18,5% al 58%)
  • Esercizi di stabilizzazione (core stability) riducono in maniera significativa il dolore (39% – 76,8%) mentre programmi di rinforzo muscolare riducono il dolore del 61,6%.

Le ricerche migliori, suggeriscono una combinazioni di questi programmi – forza, esercizio aerobico e programmi di flessibilità – per la gestione clinica dei pazienti con mal di schiena.

RESTA ATTIVO IL PIU’ POSSIBILE

ECCO LA FORMULA DELLA SALUTE PER LA CURA DEL MAL DI SCHIENA

– FARMACI
+ TERAPIA MANUALE
+ ESERCIZI TERAPEUTICI SPECIFICI
+ NUTRIZIONE CORRETTA

ECCO COME CURIAMO IL MAL DI SCHIENA NEL NOSTRO CENTRO

Attraverso una prima valutazione verifichiamo subito la presenza di problematiche gravi

TI SPIEGHIAMO COME, ATTRAVERSO 3 PASSI FONDAMENTALI

1 – Un’approfondita valutazione è fondamentale per la scelta di un trattamento valido e efficace. La gran parte della prima seduta è composta da una prima parte destinata ad una minuziosa intervista al paziente e da una seconda parte in cui si effettuano tutti i test fisici necessari a completare e confermare le informazioni raccolte durante la prima parte, in modo da determinare la causa del mal di schiena e impostare il programma terapeutico più adatto al tuo tipo di problema.

2 – terapia manuale: ciò che rende unico il nostro METODO è la combinazione di un trattamento del paziente individuale e specifico (sia in fase di valutazione che durante il processo) unito all’esperienza clinica del terapista e alle ultime scoperte scientifiche. In aggiunta alla mobilizzazione articolare ed alle manipolazioni periferiche e vertebrali, il nostro metodo unisce tecniche neurodinamiche, stretching muscolare, esercizi di stabilizzazione ed esercizi adattati in modo specifico che il paziente puo’ eseguire in autonomia a casa.

3 – Esercizio Terapeutico: l’esercizio terapeutico individuale, sarà svolto autonomamente a casa o assieme ad un fisioterapista esperto in modo da eliminare il tuo mal di schiena e ridurne in modo significativo eventuali altri episodi nel corso degli anni.

CONTATTACI ADESSO PER RISOLVERE IL TUO MAL DI SCHIENA CHIAMANDO AL 3208354491 / 3493321524 OPPURE PRENOTANDO ON-LINE CLICCANDO QUI

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Tendinite della Cuffia dei Rotatori alla Spalla https://fisioprocorreggio.it/spalla/tendinopatia-della-cuffia-dei-rotatori-spalla/ https://fisioprocorreggio.it/spalla/tendinopatia-della-cuffia-dei-rotatori-spalla/#respond Thu, 15 Aug 2019 17:50:37 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2229 Tendinite della cuffia dei rotatori: che cos’è e come curarla La tendinite della cuffia dei rotatori è la causa più frequente del dolore alla spalla. Continua a leggere questo articolo per capire quali sono i sintomi e come puoi curarla nella maniera più efficace possibile. Iniziamo con il capire che cos’è la cuffia dei rotatori. […]

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Tendinite della cuffia dei rotatori: che cos’è e come curarla

La tendinite della cuffia dei rotatori è la causa più frequente del dolore alla spalla. Continua a leggere questo articolo per capire quali sono i sintomi e come puoi curarla nella maniera più efficace possibile.

Iniziamo con il capire che cos’è la cuffia dei rotatori.

La cuffia dei rotatori rappresenta l’insieme di muscoli e tendini che avvolgono la spalla e le permettono i diversi movimenti.

Il nome cuffia dei rotatori, è dovuto alla disposizione dei tendini che proteggono l’intera articolazione formando una vera e propria cuffia che avvolge la testa dell’omero.

Essa è costituita da 4 tendini:

– SOVRASPINOSO/SOVRASPINATO

– SOTTOSPINOSO

– SOTTOSCAPOLARE

– PICCOLO ROTONDO

Cosa si intende per tendinopatia o tendinite della cuffia dei rotatori?

Il dolore alla spalla è il terzo sintomo muscolo-scheletrico riportato dalla letteratura, con una prevalenza che varia dal 9% al 26% nella popolazione occidentale, la causa più comune di tale dolore è rappresentata dalla tendinopatia della cuffia dei rotatori.

La tendinopatia della cuffia è un termine generico che include diverse condizioni della spalla che interessano le strutture subacromiali, come la tendinopatia del capo lungo, la borsite subacromiale e la sindrome da impingement (conflitto).

E’ particolarmente diffusa nei lavoratori e può causare assenteismo al lavoro e perdita di produttività, portando ad importanti costi economici della società.

La riabilitazione può essere complessa, in particolare quando l’esposizione a fattori di rischio e disabilità associati alla spalla, come lavori ripetitivi overhead (braccia al di sopra delle spalle), carico e uso di strumenti vibranti, sono presenti.

Quali sintomi avverte chi ne soffre?

Il dolore è una componente importante e disabilitante per chi soffre di tendinopatia della cuffia, in particolare è avvertito anteriormente alla spalla, con decorso doloroso lungo il braccio, arrivando talvolta fino al gomito, spesso anche nottuno. Tale dolore causerà un deficit di forza più o meno marcato, impotenza funzionale e difficoltà anche nelle azioni quotidiane di routine come pettinarsi, allacciarsi il reggiseno, vestirsi.

Valutazione clinica per la tendinite della spalla

La diagnosi si esegue attraverso un esame clinico e attraverso la raccolta dell’anamnesi (la storia clinica) e dei sintomi del paziente. Il fisioterapista effettuerà poi test ortopedici specifici per valutare la presenza o meno di tendinopatia della cuffia. Una volta capita la causa specifica del dolore, si procederà a stilare il programma riabilitativo personalizzato più adatto.

In caso di lesione parziale di un tendine della cuffia dei rotatori: è stato dimostrato scientificamente che tale tipo di lesione non è sempre correlata al dolore, e che ridando forza al tendine con esercizi a carico graduale, è possibile riprendere tutte le attività quoditiane e sportive senza alcun problema.

Lesioni che superano gli 0,6mm vanno tenute sotto controllo a distanza di 6 mesi tramite una semplice ecografia.

Lesioni comprese tra 0,8mm e 1,2cm invece sono maggiormente canditate ad una valutazione ortopedica specialistica per un’eventuale sutra del tendine lesionato.

Qual è la scelta migliore per pazienti di età superiore ai 60 anni con lesione di cuffia dei rotatori?

E’ stato dimostrato che per i pazienti con lesione totale di cuffia dei rotatori, è quasi sempre inutile intervenire chirurgicamente, a causa di un altissimo rischio di nuova rottura del tendine nell’arco di un anno, a causa dell’invecchiamento del tendine originale. Tuttavia, è stato dimostrato che un programma di circa 3 mesi di esercizi di rinforzo specifici sono sufficienti ad eliminare il dolore e ripristinare la funzione della spalla.

In caso di rottura massiva di cuffia dei rotatori, con impossibilità di ricucire i tendini rotti, la scelta attualmente migliore è quella chirurgica con impianto di protesi inversa di spalla, alla quale seguirà il programma fisioterapico di recupero della funzione del braccio.

Trattamento della tendinite della cuffia dei rotatori

La cura migliore per le problematiche di spalla, e in particolare per i problemi a carico dei tendini della cuffia dei rotatori, è come dimostrato scientificamente, un programma fisioterapico adatto e specifico in base alle condizioni del paziente.

La terapia si costa di 4 fasi:

  • scarico della struttura interessata, per evitare lo stress eccessivo sul tendine
  • esercizi per gli abbassatori di spalla, per aumentare lo spazio tra testa dell’omero e acromion (punto attraverso il quale passa il tendine del sovraspinoso/sovraspinato), in modo da impedire al tendine di strisciare sull’osso e quindi di irritarsi
  • esercizi di rinforzo, appena il tendine lo permette, al fine di ridargli la normale forza per svolgere le attività quotidiane e sportive
  • Terapia Manuale per alleviare nell’immediato il dolore, soprattutto notturno

NON si sono dimostrate utili terapie strumentali come (TECAR, LASER, ULTRASUONI, MAGNETOTERAPIA, ECC…) 

PER PRENOTARE UNA VALUTAZIONE DELLA TUA SPALLA CON I NOSTRI SPECIALISTI ESPERTI IN TERAPIA MANUALE CLICCA QUI

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Epicondilite (gomito del tennista): cosa fare e cosa no https://fisioprocorreggio.it/gomito/epicondilite-gomito-del-tennista-cosa-fare-e-cosa-no/ https://fisioprocorreggio.it/gomito/epicondilite-gomito-del-tennista-cosa-fare-e-cosa-no/#respond Mon, 12 Aug 2019 15:24:07 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2620 Epicondilite o Gomito del tennista❗️ è una patologia da sovraccarico di un tendine al gomito può presentarsi per: ❌movimenti ripetitivi ❌ carichi di lavoro superiori a quelli a cui si è abituati ❌ un periodo di allenamento più intenso del solito ❌ posture lavorative che sollecitano il tendine Si cura con: ✅ modifica del gesto che provoca il sintomo […]

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Epicondilite o Gomito del tennista❗

è una patologia da sovraccarico di un tendine al gomito

può presentarsi per:

❌movimenti ripetitivi
❌ carichi di lavoro superiori a quelli a cui si è abituati
❌ un periodo di allenamento più intenso del solito
❌ posture lavorative che sollecitano il tendine

Si cura con:

✅ modifica del gesto che provoca il sintomo
✅ adeguamento calibrato dei carichi
✅ esercizio di potenziamento specifico

Cosa non fare:

❌ TERAPIE STRUMENTALI PASSIVE (tecar, laser, ultrasuoni…)

Perché?

pensaci un attimo ???

❓❓❓❓sei d’accordo che se il problema è dovuto ad un carico che chiede al tuo tendine più di quanto è capace di fare, la cura non può essere una terapia strumentale passiva?

infondo chi ha mai aumentato i propri muscoli e la propria forza facendosi fare un massaggio, giusto?

ALTRO APPUNTO IMPORTANTE: NO ALLE INFILTRAZIONI DI CORTISONE!!

Tutti gli studi hanno dimostrato che provocano una diminuzione del dolore all’inizio, ma un grosso aumento del dolore a distanza di 6 settimane, indebolendo il tendine

In caso di EPICONDILITE, ridare al tendine la sua forza è la via corretta!

Spesso si perde tempo con inutili e dispendiose terapie, ma per curare il gomito del tennista tutto ciò che c’è da fare è proprio gestire correttamente il carico e potenziare il tendine.

Anche il tempo passato dal momento in cui compare il dolore è significativo per capire quanto ci metterai a guarire, per questo cerca di non aspettare troppo e affidati ad un ottimo fisioterapista

Quante volte abbiamo sentito la frase:

“a volte è importante capitare nelle mani giuste”

Non sprecare il tuo tempo e i tuoi soldi, oggi la tua scelta di “CAPITARE” nelle mani giuste può essere una scelta consapevole!

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Ernia del disco https://fisioprocorreggio.it/schiena/ernia-del-disco/ https://fisioprocorreggio.it/schiena/ernia-del-disco/#respond Sun, 11 Aug 2019 17:38:51 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2225 Facciamo un po’ di chiarezza sul mal di schiena!!! Molto spesso pernsiamo che il nostro mal di schiena sia dovuto a qualche cosa di grave, tipo un’ernia del disco …INVECE… Bisogna sapere che:11 Il mal di schiena si divide in: Specifico (15% dei casi) Aspecifico (85%) Mal di schiena specifico vuol dire che è “specifico” […]

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Facciamo un po’ di chiarezza sul mal di schiena!!!

Molto spesso pernsiamo che il nostro mal di schiena sia dovuto a qualche cosa di grave, tipo un’ernia del disco

…INVECE…

Bisogna sapere che:11

Il mal di schiena si divide in:

Specifico (15% dei casi)
Aspecifico (85%)
Mal di schiena specifico vuol dire che è “specifico” di un problema, ovvero:

Fratture (4%)
Problematiche viscerali (4%)
Tumori (1%)
Altre cause (7%) come spondilite anchilosante, artrite reumatoide, stenosi del canale midollare, aneurisma dell’aorta addominale, sindrome della cauda equina
Ernia del disco (1-3%)

PROPRIO COSI’!!!

l’ernia del disco è responsabile del mal di schiena solo nel 1 – 3% dei casi..

e un’ERNIA DEL DISCO DA MOLTO RARAMENTE mal di schiena!

Molto spesso i pazienti manifestano dolore da diversi mesi, addirittura anni.. ma il dolore non è costante (il che potrebbe essere allarmante)

ma va e viene.. e quindi è comprensibile che non può di certo essere associato ad un danno anatomico.

Cosa sta succedendo allora? NULLA

La nostra schiena è sempre robusta, è semplicemente diventata più sensibile del normale, per cui senti dolore

anche nei movimenti normali, anche per stimoli che di solito non provocano dolore,

come uscire dalla macchina o allacciarsi le scarpe.

Inoltre spesso sono presenti ernie in soggetti senza dolore:

l’ernia non giustifica il dolore

ma rappresenta spesso un normale processo di invecchiamento della colonna!

Ma anche se l’ernia fosse il problema tieni conto che nel 98% si assorbe spontaneamente entro un anno!

Anzi…gli studi ci dicono che…

Più è grossa e più facilmente viene riassorbita!!!

COSA FARE QUINDI?

Le Evidenze scientifiche suggeriscono che il trattamento precoce del mal di schiena diminuisce la probabilità che il suo dolore divenga cronico.

Può essere indicato seguire un programma individuale, o di gruppo, per gestire il dolore e per evitare che si riacutizzi o si ripresenti in futuro..

La terapia manuale, in primis la terapia manuale ortopedica, guidata dalle prove di efficacia cliniche scientifiche e dalla natura biopsicosociale di ogni singolo individuo, deve affiancare SEMPRE l’esercizio terapeutico nella pratica clinica quotidiana nei pazienti che si presentano con un mal di schiena”.

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fonte: www.fisioterapia-massa.it

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Artrosi dell’anca https://fisioprocorreggio.it/anca/artrosi-anca/ https://fisioprocorreggio.it/anca/artrosi-anca/#respond Tue, 06 Aug 2019 17:21:01 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2220 L’ARTROSI DELL’ANCA (COXARTROSI): CHE COS’E’ E COME CURARLA? La coxartrosi o artrosi dell’anca è una delle patologie muscolo-scheletriche più frequenti che colpisce le persone over 50. Comporta una degenerazione progressiva della cartilagine articolare che ricopre le superfici ossee degli elementi costituenti l’anca e si verifica pertanto usura e assottigliamento gradualmente. Si divide in PRIMARIA e […]

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L’ARTROSI DELL’ANCA (COXARTROSI): CHE COS’E’ E COME CURARLA?

La coxartrosi o artrosi dell’anca è una delle patologie muscolo-scheletriche più frequenti che colpisce le persone over 50. Comporta una degenerazione progressiva della cartilagine articolare che ricopre le superfici ossee degli elementi costituenti l’anca e si verifica pertanto usura e assottigliamento gradualmente.

Si divide in PRIMARIA e SECONDARIA.

La coxartrosi primaria insorge in età avanzata, in assenza di traumi/fratture ecc.., la coxartrosi secondaria è, invece, la conseguenza

di altre problematiche associate e si può pertanto verificare anche in età giovanile.

QUALI SONO I SINTOMI DI UN’ARTROSI DI ANCA?

Il paziente accusa dolore in sede inguinale, che può essere irradiato fino al ginocchio.
L’importanza del dolore comporta poi una certa rigidità dell’articolazione e conseguente difficoltà nel cammino con zoppia, riducendo
lo stato di salute generale e peggiorado la qualità della vita.
La presenza di cardiopatia e/o ipertensione predice un peggioramento della condizione fisica, così come la presenza di diabete è ad un maggior dolore.

QUAL E’ IL TRATTAMENTO MIGLIORE PER UN’ARTROSI DI ANCA?

Il trattamento della coxartrosi dipende, principalmente, dalla stadio sintomatologico della condizione. Nelle fasi iniziali, gli interventi terapeutici conservativi (TERAPIA MANUALE e ESERCIZIO TERAPEUTICO) sono importanti per ridurre il dolore e aumentare la funzionalità e la qualità della vita correlata alla salute, al contrario, in presenza di una coxartrosi a uno stadio avanzato o comunque contraddistinta da una sensazione dolorosa cronica e severa, potrebbe essere indicato il trattamento chirurgico.

Le terapie farmacologiche hanno una significativa tossicità che ne limita l’uso permanente nelle malattie croniche. Interventi non farmacologici come programmi di esercizio fisico sono quindi importanti opzioni terapeutiche.

Gli effetti di questi trattamenti sono sovrapponibili a semplici analgesici e ad antiinfiammatori orali non steroidei, pertanto l’esercizio sembra essere un intervento sicuro. Non sorprende quindi che varie linee guida internazionali, comitati di esperti e istituzioni sanitarie raccomandino un regime di allenamento regolare come trattamento di prima linea per la coxartrosi. Tali trattamenti dovrebbero tener conto di esercizi di rinforzo e/o di esercizi aerobici a basso impatto.

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Fonti:
Effectiveness and efficiency of an 11-week exercise intervention for patients with hip or knee osteoarthritis: a protocol for a controlled study in the context of health services research – Inga Krauss, Gerhard Mueller, Georg Haupt, Benjamin Steinhilber, Pia Janssen,Nicola Jentner, Peter Martus (BMC Public HealthBMC series – open, inclusive and trusted2016 16:367)
Presence of comorbidities and prognosis of clinical symptoms in knee and/or hip osteoarthritis: A systematic review and meta-analysis. Calders P1, Van Ginckel A2 (Semin Arthritis Rheum. 2017 Oct 31. pii: S0049-0172(17)30564-4. doi: 10.1016/j.semarthrit.2017.10.016. [Epub ahead of print])

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Fascite plantare https://fisioprocorreggio.it/blog/salute/piede/fascite-plantare/ https://fisioprocorreggio.it/blog/salute/piede/fascite-plantare/#respond Sun, 04 Aug 2019 17:44:33 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2241 FASCITE PLANTARE: COME CURARLA La Fascite Plantare si può manifestare in diversi sport, ma soprattutto nei runner. E’ caratterizzata da dolore nell’inserzione della Fascia Plantare (al calcagno) ai primi passi, soprattutto al mattino o dopo un lungo periodo di riposo in posizione seduta. C’è da sapere che essa NON è una patologia infiammatoria, come si […]

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FASCITE PLANTARE: COME CURARLA

La Fascite Plantare si può manifestare in diversi sport, ma soprattutto nei runner.
E’ caratterizzata da dolore nell’inserzione della Fascia Plantare (al calcagno) ai primi passi, soprattutto al mattino o dopo un lungo periodo di riposo in posizione seduta.
C’è da sapere che essa NON è una patologia infiammatoria, come si riteneva erroneamente in passato, ma ha caratteristiche più simili ad una tendinopatia.

I FATTORI DI RISCHIO più comuni per lo sviluppo di una fascite plantare sono:

– intrinseci: sovrappeso, piede cavo o piede piatto, ecc
– estrinseci: variazione dell’abituale carico di lavoro (causa più frequente); cambio di calzature, aumento improvviso della distanza abituale di cammino

DIAGNOSI DELLA FASCITE PLANTARE:

la diagnosi è anamnestica, spesso il paziente riferisce dolore al calcagno, dolore ai primi passi al mattino, aumento del solito carico di lavoro o dolore insorto dopo una lunga passeggiata o dopo molte ore in piedi.
Una indagine diagnostica (Ecografia, Risonanza Magnetica) è indicata nel caso il dolore duri più di 4-6 mesi e non ci siano miglioramenti con la Fisioterapia.

TRATTAMENTO DELLA FASCITE PLANTARE:

Gli obiettivi del trattamento sono: riduzione del dolore, miglioramento della qualità della vita e ritorno alle normali attività quotidiane o sportive.
In casi gravi potrebbero essere utili infiltrazioni di cortisone ecoguidate ma con rischio di infezioni e lacerazioni della fascia.
Terapie Fisiche come Tecar, Ultrasuoni, Tens, Onde d’Urto hanno un efficacia limitata.

La Terapia Elettiva è composta dall’insieme di Stretching adeguato per il piede e i gemelli (con tempistiche definite dal Fisioterapista in base ai sintomi del paziente); Terapia Manuale; Plantari (se vi è indicazione); Low-Dye Taping. Potrebbero dare effetti benefici le infiltrazioni di PRP.

La chirurgia è indicata dopo 12 mesi di Fisioterapia senza successo.

Strength training for plantar fasciitis and the intrinsic foot musculature: A systematic review.

Huffer D1Hing W2Newton R3Clair M4.

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#FisioProCorreggio #FisioInForma #FascitePlantare #Fisioterapia #TerapiaManuale #Runner #Piede

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Curare la Cervicale: è possibile a Correggio https://fisioprocorreggio.it/collo/curare-la-cervicale/ https://fisioprocorreggio.it/collo/curare-la-cervicale/#respond Thu, 01 Aug 2019 16:26:20 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2201 CURARE LA CERVICALE: conosciamola e curiamola Il dolore al collo è un disturbo muscolo scheletrico comune e spesso una condizione disabilitante. I report annuali sulla prevalenza di disturbi nella media generale della popolazione è del 37% e una percentuale sostanziale di persone che stanno vivendo un’insorgenza di dolore al collo cercano assistenza sanitaria l’anno successivo. […]

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CURARE LA CERVICALE: conosciamola e curiamola

Il dolore al collo è un disturbo muscolo scheletrico comune e spesso una condizione disabilitante. I report annuali sulla prevalenza di disturbi nella media generale della popolazione è del 37% e una percentuale sostanziale di persone che stanno vivendo un’insorgenza di dolore al collo cercano assistenza sanitaria l’anno successivo.

Quale Trattamento è utile per curare la cervicale?

Due delle strategie di trattamento più ampiamente utilizzate per la gestione del dolore al collo sono l’esercizio terapeutico (ET) e la terapia manuale (MT). L’ET può essere definito come un piano di attività fisica progettato e prescritto per qualsiasi obiettivo terapeutico, che include esercizi di forza, esercizi di stabilizzazione ed esercizi di resistenza. MT può essere definito come “l’applicazione dell’uso delle mani con un intento terapeutico “.

Tra le tecniche di terapia manuale più largamente utilizzate vi sono terapia manipolativa spinale (SMT), mobilizzazione articolare e massaggio. Sia gli ET che i MT hanno dimostrato di alleviare i sintomi in varie condizioni muscolo-scheletriche.

Lo scopo specifico di questa recensione è stato di indagare se il trattamento combinato costituito da MT e ET dimostra maggiori effetti sul dolore al collo e sulla disabilità nei pazienti adulti, rispetto a ET o MT da soli.

Risultati:

I risultati indicano che se ci sono effetti specifici di MT, aggiungono poco all’effetto complessivo del trattamento quando aggiunto come un supplemento a ET per i pazienti con dolore al collo di grado I-II. Non è stato tuttavia possibile trovare studi che hanno confrontato il trattamento combinato rispetto ad ET da solo. Questi risultati indicano che future ricerche dovrebbero essere fatte per valutare il percorso riabilitativo migliore per diminuire il dolore a riposo, gli effetti a lungo  e medio termine sulla disabilità del collo.

Conclusioni:

Sulla base degli studi inclusi in questa recensione, si conclude che il trattamento combinato costituito da MT e ET non sembra essere più efficace (livello di evidenza medio-basso), rispetto al solo ET nel ridurre il dolore al collo a riposo, la disabilità del collo o la qualità della vita per pazienti adulti con dolore al collo di grado I e II.

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FonteManual therapy, exercise therapy or combined treatment in the management of adult neck pain e A systematic review and metaanalysis 

Ken Fredin, Håvard Lorås*

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Il Tendine d’Achille fa male? forse dovresti sapere che… https://fisioprocorreggio.it/tendine-di-achille/il-tendine-dachille-fa-male-forse-dovresti-sapere-che/ https://fisioprocorreggio.it/tendine-di-achille/il-tendine-dachille-fa-male-forse-dovresti-sapere-che/#respond Mon, 03 Jun 2019 09:16:00 +0000 https://fisioprocorreggio.it/?p=2583 La tendinopatia achillea è una condizione patologica che si presenta a carico del Tendine d’Achille, con dolore nel punto di inserzione del tendine sul calcagno (dietro al tallone) o a volte a circa metà del tendine, con un’estensione della zona dolorosa di circa 2 cm.   Le caratteristiche che distinguono tale patologia sono: dolore di […]

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La tendinopatia achillea è una condizione patologica che si presenta a carico del Tendine d’Achille, con dolore nel punto di inserzione del tendine sul calcagno (dietro al tallone) o a volte a circa metà del tendine, con un’estensione della zona dolorosa di circa 2 cm.

 

Le caratteristiche che distinguono tale patologia sono:

  • dolore di notte (in fase acuta, i primi 3-5 giorni)
  • dolore mattutino
  • dolore che migliora camminando o “scaldando il tendine”
  • dolore che peggiora alla fine dell’attività (“raffreddandosi”)

 

PERCHE’ SI SVILUPPA QUESTA CONDIZIONE DI TENDINOPATIA ACHILLEA?

Si è visto che la maggior parte delle volte, questo problema si presenta per una scorretta gestione del carico di lavoro:

  • svolgimento di un’attività alla quale non siamo abituati
  • aumento del carico (numero di ripetizioni, distanza percorsa, aumento della velocità della corsa) non graduale
  • cambio delle calzature

Spesso il paziente trascura questa problematica, proprio per la peculiare caratteristica che quando il tendine si “scalda” il dolore diminuisce o sparisce. Tutto questo però provoca nel tempo una degenerazione delle fibre del tendine, fino a (nei casi più gravi) alla rottura parziale o totale del tendine, che richiede quindi un’intervento chirurgico di riparazione detto tenodesi.

COME CURARE IL TENDINE D’ACHILLE?

I farmaci (antinfiammatori) non sono indicati per la cura di questa patologia, in quanto coprono i sintomi dolorosi e aumentano il rischio da parte del paziente di fare attività che richiedono un carico di lavoro non adeguato non sentendo dolore sotto copertura farmacologica. Lo stesso avviene in caso di infiltrazioni di cortisone che per lo più cristallizzano il tendine e lo espongono a maggiore rischio di rottura (soprattutto sul tendine già degenerato) nell’arco delle prime 6 settimane dalla somministrazione.

Le infiltrazioni di PRP (fattori di crescita) oltre che costose si sono rilevate poco efficaci nella cura di questa condizione tendinea.

Le terapie strumentali come Tecar, Laser, Laser Yag ad alta potenza, Ultrasuoni, ecc NON sono efficaci come qualsiasi altra terapia passiva, in quanto non potenziano il tendine. Inoltre tali terapie se associate all’esercizio terapeutico, che rappresenta la scelta migliore, non aggiungono nessun vantaggio in termini di riduzione del dolore e tempi di guarigione. Soldi buttati insomma!!!

LA CURA migliore al momento descritta in letteratura è data da un programma terapeutico basato sulla correzione dei fattori biomeccanici predisponenti al sovraccarico tendineo (valutazione delle calzature e del corretto schema motorio), dall’esercizio terapeutico isotonico o eccentrico, in base alla fase di tendinopatia:

  • reattiva
  • mancata riparazione
  • reattiva su una mancata riparazione
  • degenerativa

graduato dal fisioterapista esperto con regole specifiche di rispetto del dolore

L’esercizio terapeutico prevederà una progressione di carico che parte dal gesto selettivo fino ad arrivare a quello pliometrico ed esplosivo sport-specifico e funzionale.

Curare un tendine non è semplice, si rischia di spendere tanti soldi e di perdere tanto tempo.

Affidarsi ad un Fisioterapista esperto di tendinopatie è la scelta migliore per la propria salute e perchè no, anche in termini economici.

Per una valutazione del tuo problema puoi prenotare online sul nostro sito www.fisioprocorreggio.it oppure puoi telefonare ai numeri

3208354491

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Siamo in Via Carletti 2/A – 42015 – Correggio (RE)

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